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La Calabria ci salverà, uno straordinario Riccardo Scamarcio al MGFF – Arti&Cultura
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La Calabria ci salverà, uno straordinario Riccardo Scamarcio al MGFF

La Calabria ci salverà, uno straordinario Riccardo Scamarcio al MGFF

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Grande performance di Riccardo Scamarcio, apparso sin da subito in gran forma, al Magna Græcia Film Festival di Catanzaro dove ha tenuto una Master Class nel Cinema Teatro Comunale. L’attore e produttore pugliese non si è sottratto a nessuna delle domande che gli sono state poste dal Direttore Artistico Gianvito Casadonte e dal pubblico, rispondendo con la consueta schiettezza e senza peli sulla lingua. Qui di seguito i passi più importanti dell’intervento.

Riccardo e il teatro

Io odio il teatro, perché mi tocca così nel profondo che mi costringe ad uno stato tanto intenso da provocare in me questo sentimento. Chiaramente scherzo, è un odio amore, perché il teatro per come lo intendo io è un teatro in cui uno si deve perdere in scena e per fare questo deve avere un tale controllo, una tale concentrazione ed una capacità tecnica che ti deve supportare per entrare in uno stato dionisiaco. La prima cosa che un attore deve saper fare è mettersi a rischio di fare una bella figura di merda e, soprattutto, la deve fare. Gli attori in scena devono cercare di compiere degli atti e non delle azioni.

Riccardo e la produzione

Il cinema è un lavoro di gruppo, il ruolo del produttore è un ruolo molto interessante, mi piace. Ho cominciato a farlo per gioco forza, dovevamo fare un film che nessuno voleva produrre e mi ci sono messo io con altri miei soci. Mi piace perché il produttore è un po’ come il padre che si piglia sulle spalle la responsabilità e fa sì che tante persone si ritrovino un giorno a girare per un periodo di alcune settimane un film. Prima c’è la fase della sceneggiatura e quella del finanziamento cercando di coinvolgere persone che credono nel progetto e dopo quella della post produzione. Tutte queste fasi durano circa due anni prima che il film esca, quindi prima di decidere se fare o no un film un produttore ci deve pensare centomila volte. Se il film va bene è merito del regista, se va male è colpa del produttore.

Riccardo e la Calabria

Credo che i tempi siano maturi per fare una bella riflessione, guardarci tutti in faccia e dire che forse è il caso di cominciare a disobbedire a noi stessi.  La Calabria ci salverà. Io sento che il vostro rapporto con la parte rurale, l’agricoltura, la natura, il mare, la campagna è molto forte, ciò è un grande valore. In un mondo che apparentemente evolve, ma in realtà siamo in una fase involutiva, non cambiare è un valore e non un limite. La reticenza al cambiamento dei calabresi secondo me è un valore che ci può salvare.

Riccardo e la tecnologia

Nella vita per essere felici servono le cose basiche, fare l’amore, gli affetti, avere un lavoro che ti fa stare bene, questo conta, il resto sono chiacchiere. Tutti questi profili, i grandi peggio dei piccoli.

Riccardo e gli intellettuali

Il ruolo dell’intellettuale è un ruolo importante. Purtroppo gli intellettuali hanno abdicato alla loro funzione, un po’ per il cambiamento e un po’ perché la televisione li ha buttato fuori.

Riccardo e la televisione

I programmi sono tutti quiz oppure approfondimento politico, che poi chiamarlo approfondimento politico mi sembra esagerato. Io non ho mai sentito nessuno ribellarsi al fatto che hanno fatto fuori Gheddafi e distrutto la Libia. Non potrei fare mai una prima serata in televisione perché a me piace essere a contatto con il pubblico. Le televisioni, i giornali sono tutti d’accordo, mentono sapendo di mentire. Io voglio dire ciò che voglio, faccio l’attore, sono un giullare, io non sono qui per piacere, io sono qui per regalarvi un pezzettino del mio cuore.

Riccardo e il pubblico

Io, quando vedo qualcuno nel pubblico che dorme, penso sia una cosa bellissima, perché evidentemente si sente a suo agio.

Riccardo e i social

Io non ho né Facebook, né Instagram né altro. Ho scoperto l’altro giorno di avere 12 milioni di followers su un contatto che non ho fatto io. Sono l’unico italiano che se ne fotte. Google fattura 70 miliardi di euro ed ha 12 mila dipendenti, FCA fattura 12 miliardi con 305 mila dipendenti, poi dici non c’è lavoro, è logico, state tutti a dare i soldi a questi.

Riccardo e l’ego

Io a ventitré anni avevo già fatto tutto, quindi ormai quelle cose lì sulla vanità e sull’ego si sono risolte. Anche su Narciso vi hanno raccontato cazzate, non si è buttato perché era innamorato di se stesso, ma perché non ce la faceva più.

Riccardo e Netflix

L’avete mai vista la piattaforma di Netflix? Ma che film ha? Quattro film, per il resto tutte serie. Il cinema è umiliato in questa piattaforma. Alcune serie sono veramente bellissime, ma non c’è cinema su questa piattaforma.

Riccardo e il Cinema Teatro Comunale

Mi fa molto piacere questa riapertura perché la prima volta che sono venuto nella città di Catanzaro c’erano tre cinema. Sono tornato qualche anno dopo e non c’era più nessuno. Ho chiesto dove fosse finita tutta quella gente e mi hanno risposto che si erano spostati in un multisala di un centro commerciale fuori città. Io mi chiedo come ci è venuto in mente in Italia di fare queste cose. Bisogna rimettere il cinema al centro della città.

Saverio Fontana

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Saverio Fontana Saverio Fontana, nato a Catanzaro, diplomato in informatica presso l'Istituto Tecnico Industriale, collabora con la testata giornalistica on line lesuberante.it. Ama intervistare direttamente i protagonisti degli eventi e deve questo amore ad Oriana Fallaci di cui ha letto molte delle sue interviste dallo stile unico e inconfondibile.

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