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MGFF 2017, Sicilian Ghost Story, intervista a Julia Jedlikowska e Gaetano Fernandez

MGFF 2017, Sicilian Ghost Story, intervista a Julia Jedlikowska e Gaetano Fernandez

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Giovedì 3 Agosto ore 22:00, sotto un bellissimo cielo stellato, davanti al mare calmo del porto di Catanzaro, accarezzati da una leggerissima brezza, almeno millecinquecento persone assistono in religioso silenzio alla narrazione di una storia dolorosa ma carica di speranza. Ogni dialogo un’emozione, ogni effetto sonoro un brivido, rapiti da una fotografia che restituisce una Sicilia tanto magnifica quanto sconosciuta. La magia del Magna Graecia Film Festival ormai è nota a livello internazionale, ma che questa sia una serata speciale lo si avverte subito. E in una serata speciale non può essere il silenzio ad averla vinta e così un caldissimo, fragorosissimo e lunghissimo applauso irrompe prepotentemente alla fine e si appropria di quanto gli spetta. Nessuno vuole andare via, nonostante la tarda ora, tutti aspettano il maestro Fabio Grassadonia, tutti lo vogliono omaggiare e restituirgli quanto questa storia gli ha appena donato, tutti vogliono chiedere. I primi a farlo sono i membri della giuria che lodano le qualità del film, chiedono e, soprattutto, vogliono sapere tutto di questi due giovanissimi e straordinari protagonisti, Julia Jedlikowska e Gaetano Fernandez.

Sabato 5 Agosto ore 22:00 circa. Il silenzio ormai non c’è più, circa tremila persona scalpitano in attesa di vedere i loro beniamini percorrere il red carpet per essere premiati su questo prestigioso palco. Una serata spettacolare, un’emozione dopo l’altra tra star internazionali e grandi del cinema italiano. Questa volta a rappresentare Sicilian Ghost Story c’è l’altro regista, Antonio Piazza.  “Intensità, verità, grazia, sensibilità, forza, speranza… la sua interpretazione ti conduce per tutto il film creando un vincolo con lo spettatore che continua oltre alla durata del film…” è questa la motivazione della giuria, composta da Sebastiano SommaAntonello FassariGianfrancesco Lazotti e Alessandro Haber, che farà esplodere l’arena alla notizia della decisione di premiare Julia Jedlikowska come miglior attrice protagonista. Tutti si guardano intorno nella speranza di vederla comparire ma lei non c’è. E non c’è nemmeno Gaetano Fernandez che “Ci ha emozionato e sorpreso con l’intensità della sua interpretazione che ha conferito qualità e spessore a Sicilian Ghost Story. Siamo certi che lo vedremo ancora nei film più belli dei prossimi anni e siamo altrettanto certi che questi film saranno presentati al MGFF!”, ricevendo per questa motivazione la menzione speciale per il miglior attore protagonista. Il maestro Piazza a questo punto è stremato, ha le lacrime agli occhi, cerca di abbandonarsi sulla poltrona in prima fila a lui riservata per realizzare cosa gli sta accadendo ma non ne ha il tempo, deve tornare per la terza volta sul palco a ritirare il premio più ambito, la Colonna d’oro per il miglior film in concorso. Questa serata resterà scolpita per sempre nella memoria del maestro, nella memoria del pubblico del Magna Graecia, ma, soprattutto, nella storia del cinema italiano perché questo capolavoro “E’ un film che ti porta nell’abisso, in maniera lieve e spietata, che riesce a dare speranza mostrando il buio che non ha paura di mostrare ciò che a qualcuno fa paura. Un grido di speranza che è impossibile non udire. Un film che non è solo un film ma è cinema”.

Saverio Fontana ha intervistato Julia e Gaetano per i lettori di artiecultura.it.

Cosa sognavi prima di essere selezionato/a per Sicilian Ghost Story?

Julia:Prima di essere scelta per questo ruolo sognavo di fare l’attrice, mi sarebbe bastato fare anche la comparsa. Avere avuto la possibilità di fare, addirittura, la protagonista in un film che sta ottenendo questi risultati per me è una grandissima emozione. Il merito è di Fabio Grassadonia, Antonio Piazza e Filippo Luna.

Gaetano: Volevo semplicemente far parte di un set, già da piccolo ho sempre portato con me questo sogno, ma non mi sarei mai immaginato tutte queste emozioni da quando ho conosciuto Fabio e Antonio.

Come è iniziata questa meravigliosa avventura?

Julia: i provini sono durati nove mesi, verso la fine, Maurilio Mangano, il casting director, è venuto nella mia scuola, ci ha guardato e ha indicato dei ragazzi. Quando stava per uscire io ho pensato “mannaggia non potrò avere neanche la possibilità di fare un provino per un possibile film” e invece a un certo punto si gira, mi guarda e mi chiede il mio nome. Io ero al settimo cielo perché, anche se niente era sicuro, intanto avevo una possibilità. Sono seguiti interviste, provini, infine ho incontrato i registi e l’ultimo giorno, il 15 di Maggio, mi hanno detto che ero stata scelta e che, quindi, non sarei potuta andare al mare. Il 3 Agosto ci siamo incontrati noi sei ragazzi con Antonio, Fabio e Filippo e sono iniziati due mesi di laboratorio. Successivamente sono iniziate le riprese fino a Dicembre. Ovviamente non siamo potuti andare a scuola e, quindi, sono stati assunti degli insegnanti che ci hanno seguiti in questa fase. A fine anno sono stata promossa.

Gaetano: E’ successo tutto grazie alla ragazza di mio cugino e a mio cugino stesso che poi mi ha seguito durante tutto il percorso. Lei sapeva dei miei sogni e perciò cercava qualche annuncio che potesse interessarmi. Così facendo ha trovato sui social l’annuncio dei provini per questo film. E’ stata brava, ha trovato il meglio che si potesse trovare. Sono arrivato negli studi di Maurilio Mangano il 24 Dicembre 2015, poi sono seguiti diversi provini fino a quando non sono iniziati il 3 Agosto i due mesi di laboratorio. Da ottobre a dicembre abbiamo fatto le riprese. Per quanto riguarda la scuola ringrazio la direttrice Daniela Catalano e tutto l’Istituto Bonfiglio che hanno capito l’importanza di questa esperienza e mi hanno autorizzato a partecipare. Sono rientrato dopo le vacanze di Natale ma non ho avuto problemi, ho affrontato gli esami di terza media e li ho superati con un grande applauso finale.

E’ stato facile inserirsi in questo improvviso e nuovo contesto?

Julia:All’inizio non molto perché ero circondata da persone che non conoscevo e mi sentivo a disagio. Poi, piano piano, ho fatto amicizia e la tensione è iniziata a sciogliersi e gradualmente sono diventata la persona che sono adesso, molto più affettuosa.

Gaetano: Diciamo di si, perché vedermi truccato in quel modo o pensare quello che realmente era successo a Giuseppe Di Matteo mi rattristava. Quando ho girato la prima parte mi ha aiutato molto il fatto che lui era un ragazzo molto vivace. Per quanto riguarda i registi e il cast, invece, c’è stato sin da subito un buon rapporto con tutti anche se ho legato di più con Lorenzo Curcio, l’attore che ha interpretato Mariano. Stiamo ancora spesso insieme, è come un fratello per me.

Cosa rappresentano oggi per te  Antonio Piazza, Fabio Grassadonia e Filippo Luna?

Julia: Antonio è come se fosse un padre, lui è altissimo e quando mi guarda dall’alto mi arriva un senso di protezione. Una cosa magnifica. Fabio è più un fratello, inizialmente avevo paura di lui perché all’inizio è un po’ duro, ma poi a mano a mano si scioglie. E’ una persona dolcissima, quando stai male lui è il primo a correre. Filippo è un maestro, un punto di riferimento, è sempre stato vicino a me. Quando, durante il montaggio, Fabio e Antonio non c’erano e la nostalgia era a livelli estremi lui c’era e mi ha insegnato tanto e continua ad insegnarmi ancora oggi.

Gaetano: Antonio è il mio compariello, con lui ho sempre parlato di tutto, con Fabio pure, anche se lui vuole apparire più cattivo ma in realtà è dolcissimo. Per Filippo non riesco a trovare un aggettivo per definire la sua grande dolcezza.

Quale la scena del film a cui sei più legato/a  e perché?

Julia: Sicuramente è la scena in cui ho avuto più paura di sbagliare e cioè la scena 40, ovvero la scena in cui Luna fa il monologo, con i capelli blu, a Saveria e dice cosa prova per Giuseppe. Sono legatissima a questa scena perché ai provini mi era venuta benissimo, mi sono completamente emozionata e sono riuscita a far piangere Fabio che è una cosa che non si vede tutti i giorni. Quella scena, però, poi si è evoluta e piano piano avevo sempre più paura di sbagliare.

Gaetano: Secondo me la scena più bella è quella in cui Giuseppe seppellisce la lettera di Luna e poi la disseppellisce subito e la bacia, anche grazie al fantastico lavoro di Luca Bigazzi, secondo me il maestro della fotografia italiana. E’ una scena fantastica.

Come è cambiata la tua vita dopo l’uscita di Sicilian Ghost Story?

Julia: Sinceramente non tanto, io sono sempre la stessa e poi ancora non mi riconoscono per strada. Questa esperienza mi ha cambiato il carattere, da timidissima che ero ora sono più estroversa.

Gaetano: Ancora non è cambiato nulla, ma spero possa cambiare molto in futuro dal punto di vista professionale. Molto dipende da me.

Cosa significa per Julia e cosa per Gaetano il prestigioso premio ricevuto al Magna Graecia Film Festival?

Julia: Una grandissima emozione. Io ho sempre sperato che tutto l’amore che ci abbiamo messo venisse apprezzato e sapere che una giuria di così alto livello in un festival così importane l’abbia fatto per me è una gioia immensa. Dedico questa vittoria a Filippo Luna perché è stato il mio maestro.

Gaetano: Ringrazio gli organizzatori e la giuria del MGFF, è un premio fantastico, sono molto onorato. Sapere che una giuria così importante ha apprezzato il mio lavoro mi da una grande motivazione per il futuro.

Grazie per le emozioni che ci avete regalato, in bocca al lupo per il futuro e arrivederci presto al Magna Graecia Film Festival

Saverio Fontana

Saverio Fontana Saverio Fontana, nato a Catanzaro, diplomato in informatica presso l'Istituto Tecnico Industriale, collabora con la testata giornalistica on line lesuberante.it. Ama intervistare direttamente i protagonisti degli eventi e deve questo amore ad Oriana Fallaci di cui ha letto molte delle sue interviste dallo stile unico e inconfondibile.

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