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Premio letterario Caccuri, Innocenzi, Mughini e Padellaro, onorati di essere qui – Arti&Cultura
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Premio letterario Caccuri, Innocenzi, Mughini e Padellaro, onorati di essere qui

Premio letterario Caccuri, Innocenzi, Mughini e Padellaro, onorati di essere qui

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Questa sera, nell’incantevole scenario del centro storico di Caccuri, Giulia Innocenzi, Giampiero Mughini e Antonio Padellaro si contenderanno il Premio letterario Caccuri.

“Sono felicissima di essere a Caccuri, non ero mai stata nella Sila. Sono onorata di essere qui con Padellaro e Mughini per il Premio Caccuri. Per quanto riguarda il mio libro, Tritacarne, è per me fondamentale perché deriva da una mia passione personale che è quella di capire come vengono allevati gli animali negli allevamenti italiani. In Calabria è una fortuna che di allevamenti intensivi penso non ci sia neanche l’ombra. L’orrore di cui parlo è soprattutto in Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia Romagna. Parliamo di capannoni di decine di migliaia di animali stipati uno sopra l’altro, malattie, antibiotico resistenza e tante altre cose”. E’ stata Giulia Innocenzi a dare il via, ieri sera, alla conferenza stampa dei tre finalisti che si contenderanno questa sera il prestigioso premio.  Antonio Padellaro, invece, ha affermato:” Non ho mai partecipato a un premio giornalistico. Il mio libro, Il Fatto personale, è un racconto di un’esperienza che nasce nel secolo scorso, perché io ho cominciato a fare questo mestiere quando la I Repubblica era nel massimo splendore. Ho continuato imperterrito a raccontare sui giornali per cui ho lavorato, ma anche a prendere degli appunti che sui giornali non potevano essere pubblicati, non per censura ma perché i giornalisti hanno un perimetro di spazio e di tempo entro il quale devono scrivere e ci sono tante cose che restano fuori. Attraverso queste cose rimaste fuori ho raccontato non un retroscena, ma la scena della politica italiana e del giornalismo che anche io ho calcato. Mi unisco ai ringraziamenti e faccio i complimenti per il premio e per lo splendido scenario. Chiudo dicendo, di fronte ai miei concorrenti, una frase con cui rispondeva sempre Nereo Rocco, allenatore di squadre di calcio scarse ma molto muscolari, alla frase di rito prima di ogni partita “vinca il migliore” e cioè “speremo proprio de no”.

“Qui non  c’è né migliore né peggiore, come sempre nella vita”, risponde Giampiero Mughini che continua “di piacevole, invece, in questo luogo irto da arrivarci, c’è che stiamo qui a parlare di libri e non di Belen o delle cose serie di questo millennio come ad esempio se fra venti o trenta anni pagheranno ancora le pensioni o se l’Isis vada combattuto in quello o nell’altro modo. Stupefatto che un libro dal titolo “La stanza dei libri” abbia interessato qualcuno di voi, ringrazio e buon tutto”.

“Il mio più caldo benvenuto a tutti  ed in particolare ai tre finalisti che hanno accettato di venire qui anche se il cammino è irto come ha sottolineato il dottor Mughini. Noi soffriamo questo stato di abbandono dal punto di vista stradale, aereo e ferroviario, siamo quasi in un’enclave, ma, nonostante ciò, con caparbietà organizziamo un premio letterario e portiamo dei libri dove ce ne sono pochi e facciamo leggere dove si legge poco grazie soprattutto a voi  che accettate di venire, di parlare con noi e con i ragazzi”. Con queste parole di gratitudine il Presidente dell’Accademia dei Caccuriani,  associazione no profit cuore organizzativo del Premio letterario Caccuri,  Adolfo Barone ha salutato i tre contendenti.

Ma che cosa è il Premio letterario Caccuri?

Se non si investe in Cultura in questa regione non si potrà mai avviare un vero processo di sviluppo. E’ questa la convinzione di Adolfo Barone, Roberto de Candia e Olimpio Talarico quando, alcuni anni fa, si chiedono cosa possono fare per aiutare la propria terra. Oltre a questa convinzione i tre hanno anche un grande sogno, fare innamorare tutti gli italiani del loro splendido paese, Caccuri, un luogo bellissimo alle pendici della Sila dove, però, in quel periodo poco si faceva per la scrittura e la letteratura, il loro campo di interesse. Nasce così l’Accademia dei Caccuriani, con l’obiettivo di diffondere Cultura dove non se ne fa abbastanza.  Con la loro passione hanno fatto si che questo premio letterario in soli cinque anni diventasse uno dei più importanti in Italia, ma, cosa più straordinaria, sono riusciti a contagiare i giovani di tutto il comprensorio, i quali hanno ricevuto una tale dose di ottimismo da trovare il coraggio di intraprendere in diverse attività lavorative e a creare numerose associazioni. Ed è proprio a loro che il presidente Barone lancia il suo messaggio più importante:” Continuate a sognare ma non sperate che i vostri sogni si realizzino per l’intervento della fortuna o per l’avverarsi di un miracolo. Occorre lavorare duro, con quotidiana abnegazione e con l’obiettivo sempre davanti”. Grande anche la ricaduta economica per Caccuri e la crescita del prestigio della sua immagine. Il premio, che è stato insignito dalla Presidenza della Repubblica con la medaglia d’oro al valore culturale, è soltanto l’evento più grande e conclusivo di una stagione che vede anche  trentacinque eventi culturali ed il progetto  “Leggere a scuola” che ha permesso di distribuire migliaia di libri nelle scuole calabresi.

La VI edizione ha previsto sei giornate intense tra presentazioni di libri, incontri con personaggi di rilievo della cultura italiana, con i tre finalisti del Premio, con il Premio Letteratura e Satira Politica Sergio Staino, con il Premio Narrativa Maurizio De Giovanni, con il Premio Salem Michele Placido, con il Premio Letteratura e Scienza Antonio  Ereditato, eventi musicali ed eventi enogastronomici a Km 0. Oltre ai suddetti premi anche un Concorso poesia dialettale e una Rassegna teatro dialettale.

Fra poche ore finirà questa grande attesa e sapremo chi è il vincitore della VI edizione.

Saverio Fontana

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Saverio Fontana Saverio Fontana, nato a Catanzaro, diplomato in informatica presso l'Istituto Tecnico Industriale, collabora con la testata giornalistica on line lesuberante.it. Ama intervistare direttamente i protagonisti degli eventi e deve questo amore ad Oriana Fallaci di cui ha letto molte delle sue interviste dallo stile unico e inconfondibile.

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